Villa Roncuzzi Eventi del Mese | Month's Events
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FESTA DEL CINGHIALE - ZATTAGLIA (RA) 2/11 MAGGIO 2008

Benvenuti a Zattaglia, la capitale del sapore “squisitissimo” della carne di cinghiale. Il piccolo villaggio della collina faentina mantiene alta questa fama con la sagra del secondo week end di maggio. L’invito è rivolto a tutti i buongustai che amano il gusto rustico di questa cacciagione e il divertimento genuino, nel verde della natura. Tre giorni, dal venerdì alla domenica, per un’esperienza indimenticabile. Il menù dello stand gastronomico porta in primo piano le specialità a base di cinghiale che vengono preparate sotto la direzione esperta dei cuochi locali esperti nel modellare il sapore difficile di questa carne. Gustose proposte Fra le varie ricette ricordiamo gli orecchioni al cinghiale, un primo realizzato con sfoglia lavorata a mano dentro la quale si pone un ripieno di Parmigiano Reggiano e ricotta, che viene servita in versione burro e salvia oppure condita con abbondante ragù di cinghiale o ragù. Nei medesimi assortimenti si possono gustare anche tagliatelle e polenta. Le specialità della festa sono il cinghiale in salmì e lo stinco di cinghiale. Queste due portate richiedono un tempo di cottura e di preparazione molto prolungato che solo gli esperti cuochi di Zattaglia sanno preparare. Il cinghiale in salmì è una portata che nel menù è consolidata da ben 19 anni; lo stinco di cinghiale invece è una novità, ma visto il successo di anno scorso, è un buon biglietto da visita per i nostri ospiti. Infatti il suo sapore è ... meglio gustarlo per capire da soli il sublime piacere. Dunque anche quest'anno rinnoviamo l'invito per l'11 - 12 - 13 maggio 2007 a Zattaglia, la capitale del cinghiale! Curiosando nel programma La manifestazione coinvolge i visitatori con musica romagnola, ma anche con illusionismo e spettacoli di giocoleria. Anche quest'anno, come la scorsa edizione, ci saranno i giocolieri più originali e sorprendenti, che cercheranno di lasciare il pubblico con ... il fiato "sospeso".

 

   


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RADUNO D'ESTATE - FOSSOLO (RA) 16/19 MAGGIO 2008

SAGRA DEL CASTRATO Per un intero week end, i sapori della campagna saranno i protagonisti della festa che anima l’area del campo sportivo di Fossolo. Un’ottima occasione per uscire di casa, nel cuore della primavera, e riappropriarsi del gusto di stare in compagnia, di incontrarsi per gustare le specialità della cucina casereccia. Il via al Raduno viene dato il venerdì sera con l’apertura dello stand gastronomico. Si parte alle ore 19 quando dalle cucine usciranno fumanti piatti di polenta, ottimi primi piatti, salsiccia e braciole ai ferri e tante altre bontà, tutte accompagnate dall’immancabile piadina e dal buon vino di Romagna. Oltre ad esaltare i piaceri della gola, la sagra dedica un’attenzione speciale al divertimento con un carnet ricco di attrazioni e musica. Durante le serate del week end, il cartellone propone spettacoli di primo livello con la presenza fissa, nella giornata di domenica, dell’Orchestra spettacolo “Raul Casadei”. Non mancano esposizioni e sorprese per i più piccoli mentre nel pomeriggio di sabato si svolge per tradizione la corsa campestre del Passatore. Tutto come vuole la tradizione Gli organizzatori sono categorici: “Tutto deve essere fatto nel rispetto della tradizione per esaltare i sapori di campagna ”. Le massaie lavorano sodo per “tirare” la sfoglia e preparare piadina, mentre gli uomini sono addetti a grigliate e polenta. Un lavoro di squadra con tanti volontari che trova il giusto riconoscimento nelle oltre 10 mila persone che ogni anno frequentano la festa. Il gran finale della domenica Organizzato dalla Polisportiva Circolo Acli di Fossolo, il Raduno raggiunge il momento culminante nel pomeriggio e nella sera di domenica. L'ultimo giorno la festa anticipa a mezzogiorno l’apertura degli stand per il “Pranzo all’aria aperta”. E poi via, fino a sera con il liscio che richiama i ballerini in pista. Le origini del Raduno Correva l'anno 1973 e ad un gruppo di persone della Parrocchia di Fossolo brillò l’idea di organizzare una festa. Doveva essere una festa dal sapore genuino, capace di sprizzare allegria e di far ritrovare vecchi e nuovi amici. Nacque così il Raduno d’estate che, da allora, è diventato un appuntamento fisso nel calendario annuale. In quel periodo era sorta da poco la Società del Passatore con l’obiettivo di valorizzare i vini locali. Si pensò di proporre una collaborazione per organizzare la festa. E così fu. Una botte di vino venne allestita sopra un carro e giù: vino gratis per tutti! Da allora è passato molto tempo, ma la festa è sempre accompagnata da grande attesa perché ha saputo rinnovarsi, mantenendo fede alla tradizione folcloristica e alle sue origini.

 

   


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I MITI DA SFATARE - OLIO D'OLIVA

L'olio ricavato dai frutti dall'albero di ulivo veniva già prodotto 8000 anni fa in Medio Oriente. Fin dall'inizio l'ulivo e l'olio sono stati presenti nella storia degli uomini sia nei riti sacri che nella vita quotidiana, l'olio infatti venne utilizzato non solo per arricchire alimenti ma anche nei massaggi e nella cosmetica. Ai giorni d'oggi l'olio d'oliva costituisce ancora un prodotto carico di misticismo e soprattutto un componente fondamentale della dieta mediterranea, dieta di cui molti esperti attestano gli aspetti benefici per la salute. Infatti il suo utilizzo in una dieta equilibrata del tipo mediterranea contribuisce a mantenere bassi i tassi di rischio di malattie cardio-vascolari. L'olio extravergine di oliva, a differenza di altri oli alimentari, è costituito prevalentemente da acidi grassi monoinsaturi , con la presenza in giusta quantità di acido grasso linoleico, polifenoli, vitamina E, beta carotene. La presenza di questi alimenti antiossidanti rende l'olio d'oliva particolarmente importante per la nostra salute. Il suo costante utilizzo favorisce un abbassamento del colesterolo "cattivo" ( LDL ) a favore di quello "buono" ( HDL ) aiutando a prevenire malattie cardiovascolari. L' associazione di idee: olio uguale grasso fa si che in molti ci sia il timore nella sua assunzione per chiari motivi estetici, in fin dei conti grasso equivale a chili di troppo … Ma ricordiamoci che i grassi contenuti nell'olio d'oliva, sia per persone sedentarie e soprattutto per lo sportivo continuamente sottoposto a stress e microtraumi d'allenamento, vengono utilizzati dal corpo per proteggere gli organi interni, costituiscono parte della guaina dei nervi, lubrificano le articolazioni e fungono da veicolatori delle vitamine liposolubili. I grassi svolgono funzioni importanti nella biochimica corporea, quindi non temeteli : limitatevi ad assumerli in modo intelligente ed equilibrato! In tutto questo ci guadagnerà la salute e perché no, il gusto. Meditate gente, meditate …

 

   

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LA PIADINA ROMAGNA

Antichissima è la presenza della piadina sulle tavole romagnole, fino agli anni ‘60, quando insieme alla cultura contadina, ha rischiato di essere dimenticata. Ma così non è stato, anzi, è aumentata in modo esponenziale la notorietà della piadina, cambiando un po’ le sue caratteristiche di consumo e passando da alternativa al pane degli antichi contadini a cibo versatile dei romagnoli moderni. Oggi la piadina (o piada) è difficilmente catalogabile: variante del pane, come sempre, ma può essere uno spuntino da sola o imbottita, può diventare crescione, ripieno di verdure, formaggi o, negli ultimi anni di tutto l’immaginabile e, a volte, oltre... E ancora può diventare un dolce, oppure trasformatesi per essere addentata anche dai più convinti vegetariani sostituendo il tradizionale strutto con l’olio d’oliva o latte di soia. A testimoniare la vitalità e tipicità della piada vi è anche il fatto che esistono numerose ricette e modi di prepararla che variano da località a località. Un breve excursus di stili: partendo dalla costa riminese, dove la piadina è fine, fine e si chiama solitamente piada, e procedendo verso l’interno, il cesenate e il forlivese e a nord sulla costa verso Ravenna e da qui ancora verso l’interno, fino a salire sulle colline e poi sulle montagne, la piadina, senza perdere la sua friabilità, diventa grossa. Grossa tanto da essere tagliata a metà per stendervi un buono strato di squacquarone... come faceva mio nonno e come faccio io quando mi trovo tra le mani una piadina con le caratteristiche giuste (spessore e friabilità) e il tempo di farlo, perché l’operazione è un po’ complicata e richiede pazienza, nel tagliarla senza romperla e nel mangiarla senza far colare il formaggio... ma così è buonissima! LA RICETTA TRADIZIONALE DELLA PIADINA Ingredienti: Un chilo di farina non troppo setacciata (altrimenti diventa esageratamente fine); 4 grammi di bicarbonato di sodio, 300 grammi di strutto (ma alcune azdore assicurano che ne bastano anche cento) e sale. Se non volete usare lo strutto provate con mezzo bicchiere di olio extra vergine di oliva. Esecuzione: Impastare tutti gli ingredienti assieme. Aggiungere un po' d'acqua per formare un impasto piuttosto sodo. Oppure, al posto dell'acqua potete mettere il latte o addirittura il vino bianco secco. Distendere l’impasto col mattarello, sulla spianatoia formando un bel tondo di pasta più o meno sottile a seconda dei gusti. Cospargere di tanto in tanto il mattarello con la farina, altrimenti la pasta si potrebbe attaccare al legno e il sottile "lenzuolo" bucarsi. Mettere a cuocere la pasta sul testo di terracotta, sotto cui deve ardere un fuoco piuttosto allegro, perché la piadina va cotta in fretta. Man mano che la piadina si cuoce in superficie forma delle lievi bolle, che vanno schiacciate con le punte di una forchetta, le cui impronte restano anche dopo la cottura, a ricordare il lavoro delle donne davanti al calore del testo bollente. Armatevi anche di un coltello a lama lunga, che vi servirà a rigirare in senso orario e a rivoltare il disco di pasta.

 

   

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FESTIVAL INTERNAZIONALE DELL'AQUILONE A CERVIA 23 APRILE 2008 / 1 MAGGIO 2008

Si svolge a Cervia, dal 23 aprile al 1 maggio, il Festival Internazionale dell’Aquilone, da 25 anni uno degli eventi di settore più importanti nel mondo. Se si immagina un chilometro di spiaggia ornato con i colori di centinaia di aquiloni in volo e si prova a udire il suono di una melodia che, con le sue variazioni armoniche, incalza i giri acrobatici di quelle strane forme volanti, forse si riesce a intuire come il Festival Internazionale dell’Aquilone sia uno degli appuntamenti di settore più importanti del mondo. La spiaggia è quella di Cervia, rinomata località balneare della riviera adriatica, e precisamente il chilometro del Lungomare Grazia Deledda. Gli aquiloni sono le creature di artisti provenienti da ogni parte del globo, aquilonisti famosi, seguaci di un’espressione artistica misconosciuta, forse penalizzata dalla sua dimensione ludica che seduce i più. Una non stop di 9 giorni, dal 23 aprile al 1 maggio, che ci auguriamo possa servire anche a questo, a far conoscere la “sublime espressione d’Arte” degli aquiloni, come Claudio Cappelli, inventore del Festival nel 1981, soleva definire l’ideazione, la costruzione, infine il volo degli aquiloni. E che “non è un Festival come gli altri” lo ribadisce con convinzione Peter Waldron, il pioniere dell’aquilone moderno, puntuale nel suo “pellegrinaggio" a Cervia, insieme ad altri 250 ospiti ufficiali provenienti da Australia, Nuova Zelanda, Giappone, India, Cambogia, Canada, Stati Uniti, Argentina, Pakistan, Israele, Africa, Spagna, Francia, Regno Unito, Olanda, Finlandia, Svezia, Germania, Austria, Svizzera e Italia. Nel 1999 il Festival accoglie il più alto numero di delegazioni mai raggiunto nei Festival di tutto il mondo, facendo guadagnare alla città di Cervia il titolo di Capitale mondiale dell'Aquilone, ben presto gradita meta di illustri estimatori come Tonino Guerra e Michelangelo Antonioni. Tra i momenti più spettacolari della manifestazione, la parata delle delegazioni (dal 24 aprile al 1 maggio), il volo in notturna (24 aprile), il tributo degli artisti al mare con “La notte dei miracoli” (30 aprile), i combattimenti di aquiloni giapponesi (24, 26 e 30 aprile), il campionato di volo acrobatico STACK (28, 29 e 30 aprile). Per scoprire l’antica arte e i segreti della costruzione degli aquiloni, il mercatino “La fiera del vento” proporrà stand con attività e prodotti legati alle fantasiose opere volanti. E ancora, workshop-laboratori e istallazioni eoliche in grado di produrre musica dal vento, come “I Giardini del vento”, di Robert Valkenburg dall’Olanda. Altre installazioni previste sono quelle di Alejandro Guzzetti dall’Argentina, e Didier Ferment e Patrick Guilbert dalla Francia. Il mondo variopinto degli aquiloni verrà celebrato con presenze importanti come quella dell’ultraottantenne Ray Bethell, eccezionale pilota canadese di volo multiplo sincronizzato, di Mikio Toki e Makoto Ohie, testimoni dell’antichissima tradizione giapponese con i loro preziosi Edo dipinti, Peter Lynn, ingegnere della Nuova Zelanda, simbolo vivente dell’aquilonismo moderno, padre del kite surf e delle centinaia di animali soffici giganti che popolano ormai il cielo di tutto il mondo.

 

   

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